Bentornati cari lettori e amanti della pizza, sono Daniele W. Cecca, pizzaiolo free-lance, insegnante e fondatore della "Pizza d'Autore Academy".
La leggenda che vi racconto oggi risale a più di 200 anni fa, verso il 1800.
In quel periodo la pizza non era ancora diventata famosa e per pizza si intendevano tutti i prodotti da forno (come ho raccontato nel precedente articolo “Le Origini della Pizza MARINARA”).
In quel periodo, il "Pomodoro" era già arrivato a Napoli e venne subito amato e cucinato nei modi più sfiziosi dalla creatività napoletana. Prima ancora di giungere a Napoli, il pomodoro era stato portato a Parigi come dono per la corte e veniva tenuto come pianta ornamentale e, anzi pensavano addirittura che fosse velenoso...Ma perché si chiama "Pomodoro"? Proprio per il suo colore giallo originale, simile a una pallina d'oro.
Nessuno osava mangiarlo, si diceva che un solo pomodoro avrebbe avvelenato a portato alla morte chiunque lo avesse mangiato.
Poi, con la spedizione dei Mille e la liberazione dal regno borbonico in Italia, il pomodoro venne esportato e arrivò in tutta la penisola. Quando giunse nel sud Italia, i suoi semi furono piantati e nacquero pomodori rossi. Il cambio di colore fu dovuto alla ricchezza della terra meridionale, che fece nascere dei super pomodori che divennero poi uno dei simboli della cucina mediterranea.
Ma la nostra leggenda ha luogo un attimo prima che il pomodoro diventasse famoso, quando ancora era giallo come l'oro.
Alcuni folli e coraggiosi pizzaioli del tempo, incuranti dei rischi di avvelenamento, crearono una pietanza che sfidava la sorte, dove i piccoli pomodorini gialli facevano da protagonisti.
Questa non era rivolta a tutti, ma solo ai nobili più coraggiosi, diventando tra la loro cerchia una vera e propria moda dell’epoca.
Per loro era come sfidare la morte e dunque l’avvelenamento. Uno strano gioco che ai ricchi dell’epoca (e non solo) piaceva molto per sentirsi sempre più speciali. Ma di speciale questo rito aveva ben poco, visto che il pomodoro non è e non era affatto velenoso. Infatti, nessuno moriva dopo averlo mangiato.
Di conseguenza, erano tutti eroi, ma al di là di questo, si scoprì poco dopo che il pomodoro era salutare e per niente tossico.
La prelibatezza che veniva preparata per mettere alla prova i nobili coraggiosi prevedeva una base di pizza con provola affumicata nella paglia, formaggio, pepe nero fresco macinato e i famosi pomodorini gialli.
Nella mia versione di “Pizza d’autore”, ho aggiunto il raro basilico viola per dare un tocco più ricercato a questa leggenda della pizza rivisitata secondo il mio stile.
Oggi è possibile degustare questa creazione rivisitata nel mio stile di "Pizza d'Autore" e chiamata "LA PIZZA DEI RICCHI DEL 1800" negli eventi privati, vivendo così quell’ emozione che solo i nobili potevano provare, rischiando la sorte...
Un caloroso saluto a tutti e alla prossima Leggenda della Pizza...
Per scoprire di più e sapere come assaggiarle ti invito a visitare il sito della Pizza d'Autore www.DANIELEWCECCA.com
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Da Firenze